31 Day Challenge - Tumblr Posts - Page 2
The Wildsea
[English first, poi in italiano]
This game's setting is everything. This literal sea of trees is an incredible work of worldbuilding, making it a vibrant, deep and nuanced expanse that makes you want to find out more about it, and, while there's plenty of lore to build your own tales, making your own and adding to the setting is what it's all about. The character's Aspects, Drives and Mires are quite a storytelling engine, and the Aspects in particular you can choose from during character creation are a blast. To the point that every character we made, didn't matter if we focused on synergies, weirdness or coolness, we always got an entertaining result that made their scenes special. The system uses Forged in the Dark's dice resolution mechanic, almost, but applied more traditionally, and there's quite a bit of bookkeeping to keep track of on the character sheets. You also have to make one for your party's chainsaw-prowed ship and its crew, that will mostly come into play during Exploration scenes. I also really appreciated how character can add their own Discoveries during their journeys by putting together a Map and a Whisper (living ideas that take root in your characters, begging to become a Story), adding to the setting themselves. One of my favorite details are the languages, though, as skill in those doesn't just determine your fluency, but also, and more importantly, your knowledge of the associated culture.
L'ambientazione di questo gioco è tutto. Questo letterale mare di alberi è un'incredibile opera di worldbuilding, una distesa profonda, vibrante e piena di sfumature che ti stimola ad esplorarla e, benché fornisca già una base più che sufficiente, aggiungere le vostre è il vero fulcro di questo gioco. Gli Aspetti, Moventi e Pantani dei personaggi sono degli ottimi motori di narrazione, gli Aspetti fra cui scegliere, poi, sono particolarmente spassosi. Al punto che ogni personaggio che abbiamo fatto, indipendentemente che ci concentrassimo sulle sinergie, la stranezza o l'eccesso, abbiamo sempre ottenuto dei risultati giocabili che rendevano speciali le scene in cui entravano in gioco. La risoluzione delle azioni usa la meccanica dei dadi dei Forged in the Dark, ma applicata in modo più tradizionale e le schede necessitano un po' di contabilità da parte dei giocatori. Contando inoltre che anche la nave del gruppo con la sua ciurma e prua a motosega necessita una scheda, che entra in gioco principalmente nelle scene di Esplorazione. Ho veramente apprezzato anche come i personaggi possano aggiungere le loro Scoperte mettendo insieme una Mappa e un Sussurro (idee viventi che si infiltrano nella loro mente e cercano di diventare una Storia), facendogli creare elementi nell'ambientazione. Per finire, uno dei miei dettagli preferiti sono stati i Linguaggi, che non rappresentano soltanto la padronanza dello stesso, ma anche quanto il personaggio conosce della cultura ed essi legata.
The Wildsea.
Gravemire
[English first, poi in italiano]
This game delivers what its striking cover forewarns of. It's set in the isolated village of Scarstone, on the Border with a supernatural bayou, where magic lives, and creatures from myths and nightmares dwell. The game alternates between exploring the marshes beyond the Border, and acquainting the characters with the locales and people of Scarstone, with distinct systems for each. The game takes to heart the "magic always has a cost" saying, and in this case the cost is definitely steep, but the effects you can achieve are usually worth it. Cost is almost always involved in the game's dynamics, and a nice way it puts it into play is by defining how much experience the characters want to get from a foray, and determining how potentially lethal it's going to be from there. The skill system is a bit too loose for my tastes, but how they're implemented makes up for it, as it not only lets players be creative with them, but also combine them for an added bonus. The scenes in the village are informed by what the characters want to obtain, and are framed with questions that can be both for the Player and the Dealer, adding depth to their own, unique Scarstone, the more they spend time there.
Fedele a quanto promette la copertina, questo gioco è ambientato nell'isolato villaggio di Scarstone, sul Confine con un bayou sovrannaturale in cui la magia vive e creature di miti e incubi albergano. Il gioco alterna l'esplorazione delle paludi al di là del confine e il familiarizzare i personaggi con i luoghi e le persone di Scarstone, usando un sistema distinto per entrambi gli sviluppi. Facendo tesoro del detto "la magia ha sempre un costo", i personaggi potranno farne uso a caro prezzo, ma gli effetti che si possono ottenere lo possono ben valere. I costi sono una tematica ricorrente nelle dinamiche di questo gioco e un modo interessante in cui si applicano è quando i personaggi definiscono quanta esperienza intendono fare con una sortita, determinando in base a quello la potenziale letalità dell'impresa. Il sistema ad abilità è un po' troppo vago per i miei gusti, ma rimedia permettendo ai giocatori non solo di implementarle creativamente, ma anche di combinarle per avvantaggiarsi nelle situazioni. Le scene nel villaggio, per finire, sono definite da quello che i personaggi vogliono ottenere, dando una serie di domande a cui sia il Banco che i Giocatori si possono trovare a rispondere, aggiungendo più spessore alla loro singolare versione di Scarstone più tempo ci passano.
Gravemire.
Fléaux
[English first, poi in italiano]
It's the implicit Warhammer OSR game, based on the Black Hack, but with a few nice twists that make it unique and fitting for the setting. Implicit like most of its other notable features, e.g. there are elves, dwarves and others, but they don't have heritage bonuses, and instead receive a bonus depending on how they were brought up inside their culture. The bias is intrinsic with the setting, but defined to highlight the cultures, and that doesn't mean your character might have grown in a different one, of course. I also appreciated how a character's profession is defined by what they relied upon in their lives, like resourcefulness or violence, to inform what they can do. Rules-wise it's a the Black Hack hack with just a few tweaks, most notably the Willpower die, that adds a level of depth to effort and magic use, and the choice of setting aside a couple attributes specifically for combat helps making each one feel more relevant. I particularly like how magic is wielded in this game, and the setting and adventure hooks tables set a well defined mood for the narrative.
L'implicito gioco OSR di Warhammer, basato su the Black Hack, ma con alcune trovate originali che lo rendono unico e adatto a quell'ambientazione. Implicito come molte altre sue caratteristiche, per esempio la presenza di nani, elfi e compagnia che non ricevono bonus per il loro lignaggio, ma per l'ambiente in cui sono stati cresciuti nelle loro culture. L'ambientazione è costruita su una premessa di pregiudizi, ma definiti in modo da approfondire le varie culture e questo non vuol dire che uno deli lignaggi non possa essere stato cresciuto in una diversa. Un altro dettaglio che ho apprezzato è come le professioni dei personaggi dipendano da ciò a cui hanno fatto affidamento nelle loro vite, come l'ingegnosità o la violenza, per definire le capacità che hanno guadagnato. A livello di regole è un hack di the Black Hack con giusto qualche aggiustamento, i più degni di nota il dado Volontà, che aggiunge spessore agli sforzi dei personaggi e all'utilizzo della magia, e la scelta di aggiungere un paio di attributi specifici per il combattimento, che aiuta ad equilibrarne la rilevanza. La magia in particolare trovo sia gestita astutamente e le tabelle di ambientazione e agganci per le avventure impostano un tono molto ben definito per la narrativa.
Fléaux.
Scramble Wizards
[English first, poi in italiano]
I admit it, I only got this game for its overly cute presentation image. Then I played it, and I had so much fun, that I was really glad to have judged it by its cover. The idea behind it is really simple, but the potential for mischief is limitless. The only drawback is, the random potion effect tables are quite limited, and, while each and every effect is hilarious, they lose their edge once they become common. The minimalist system is a very good fit for the game's lighthearted tone, and it definitely reaches its goal of goading players into risking mutations for that added benefit to each roll. Additionally, the situation is framed neatly enough to make it really easy to manage.
lo ammetto, ho preso questo gioco solo per la sua eccessivamente carina immagine di presentazione. Poi però l'ho giocato e mi ha divertito abbastanza da essere contento di averlo giudicato dalla copertina. La premessa è veramente semplice, ma il potenziale di combinare guai è illimitato. L'unica mancanza sono le tabelle degli effetti casuali delle pozioni un po' povere, che, nonostante i singoli effetti siano spassosi, li sminuisce un po' una volta che iniziano a ripetersi. Il sistema minimalista rende molto bene il tono leggero del gioco e raggiunge decisamente l'obiettivo di spingere i giocatori a rischiare le mutazioni per quel piccolo vantaggio sui tiri. La situazione iniziale è così ben inquadrata, inoltre, da renderlo veramente facile da gestire.
Scramble Wizards.