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Fauna e flora del fiume – Julio Cortázar
Questo fiume nasce dal cielo e si dispone a durare, tira le lenzuola fino al collo, e dorme davanti a noi che andiamo e veniamo. Il Río de la Plata è questo che di giorno ci inzuppa di vento e gelatina, ed è la rinuncia del levante, perché il mondo finisce con i lampioni del lungomare.
Non discutere oltre, leggi queste cose possibilmente al bar, cielo di monete, rifugiato dal fuori, dall’altro giorno feriale, circondato dai sogni, dalla bava del fiume. Non rimane quasi nulla; sì, l’amore che si vergogna ed entra nelle buche delle lettere per piangere, o che va
solo da un angolo all’altro (ma lo vedono lo stesso), conservando i suoi oggetti dolci, le sue foto e catenelle e fazzolettini, conservandoli nella regione della vergogna, la zona della tasca in cui una piccola notte mormora fra peluzzi e monete.
Per alcuni è tutto uguale, ma io non amo il Racing, non mi piace l’aspirina, risento del giro dei giorni, mi disfo in attese, a volle impreco, e mi dicono che ti succede amico mio, è il vento del nord, cazzo.
(Julio Cortázar)

"per arrivare al Cielo servono solo un sassolino e la punta di una scarpa"...

..Ma non crediate di pretendere che sia io! Andiamo! Tutto è falso qui. Quando mi avranno restituito la mia casa e la mia vita, allora troverò il mio vero volto.... Rayuela - Cortazar

... "ma di colpo c'è come un vetro sporco fra lui e quel che sta leggendo, da cui impazienza, rilettura forzata, sfuriata in arrivo e alla fine gran volo della rivista o del libro contro il muro più vicino con conseguente caduta e umido plof"... Un certo Lucas - Cortazar
...Il presunto archivio delle fotocopie restituisce creature bizzarre; il verde paradiso degli amori infantili ricordato da Baudelaire è per molti un futuro al contrario, un rovescio della speranza di fronte al grigio Purgatorio degli amori adulti, e in quella segreta inversione che ci aiuta a credere di non aver poi vissuto così male, visto che almeno ci furono un lontano Eden e una felicità innocente. La memoria somiglia al ragno schizofrenico di un laboratorio dove si è sperimentato allucinogeni, che tesse aberranti tele piene di buchi, toppe e rammendi... ( Il giro dei giorni in ottanta mondi - Cortàzar)